Il passo sceneggiatura vale quanto la storia che legge. Poche abitudini fanno la differenza tra un elenco di scene che accetti e uno che riscrivi.

Scrivi già in scene

Gli a capo diventano candidate scene. Se la storia cambia luogo o tempo, inizia un nuovo paragrafo. Se due eventi condividono luogo e momento, tienili insieme.

Nomina le persone una volta, chiaramente

Presenta ogni personaggio con un nome e un dato visivo. «Leyla, una corriera con la giacca gialla» dà alla bibbia del personaggio qualcosa a cui aggrapparsi; «lei» no.

Di’ cosa vede la camera

I pensieri interiori non si girano. «Aveva paura» diventa «controlla la porta due volte». Il passo sceneggiatura tiene le azioni concrete e scarta le astrazioni.

Dialoghi brevi

Le battute sotto le dodici parole reggono bene la sincronizzazione labiale e si leggono naturali nei sottotitoli. I discorsi lunghi diventano monologhi su B-roll, il che va bene, ma decidilo apposta.

Chiudi con un’immagine

Termina la storia su qualcosa di visibile. L’ultima scena dà il tono al montaggio e alla scelta musicale.